BRICE MARDEN

  a cura di Mario Codognato

   

Roma, Istituto Nazionale per la Grafica, Calcografia

dicembre 2001 – febbraio 2002

orario 10.00 – 19.00

 

Torino, Archivio di Stato

dicembre 2001 – febbraio 2002

orario 10.00 – 18.00 (chiuso il lunedì)

 

L’edizione 2001 delle “Vetrine alla Calcografia”, serie decennale di mostre di arte contemporanea incentrate sulle tecniche proprie all’Istituto Nazionale per la Grafica (disegno, stampa, fotografia), è affidata alla cura di Mario Codognato e consisterà in un’esposizione monografica di opere di Brice Marden.

 La mostra, che si terrà in contemporanea nelle due sedi della Calcografia a Roma e dell’Archivio di Stato in Palazzo Reale a Torino, è la prima occasione per mostrare in Italia l’opera di un grande artista, assai noto e celebrato da numerosi musei esteri, come Brice Marden.

Brice Marden (Bronxville, NY, 1939) è considerato dalla critica internazionale uno dei più importanti artisti viventi.

Il suo lavoro, sviluppatosi a partire dagli anni Sessanta è stato spesso associato al movimento della Minimal Art, ma il suo approccio meditativo e spirituale è in realtà assolutamente originale e non assimilabile direttamente a nessuna corrente artistica.

Grandi campi di colore puro, applicati su ampie superfici pittoriche trattate con la cera d’api, caratterizzano le opere del suo esordio.

La stratificazione del pigmento e la calda sensualità della cera conferivano una qualità organica e sensoriale ai dipinti, sia pure nell’elementarità della composizione.

Dall’inizio degli anni Settanta, Marden trascorre gran parte dell’anno in Grecia, e le sue opere interpretano i miti mediterranei in chiave contemporanea, dal Grove Group ispirato agli uliveti sacri alle Muse a Thira dove la sovrapposizione di un pannello orizzontale su dei pannelli verticali ispirato all’architettura dei popoli antichi.

Dopo la serie Hydra all’inizio degli anni Ottanta, nei quali l’artista dipinge trame simili a ragnatele servendosi di lunghi ramoscelli imbevuti di inchiostro, Marden si appassiona alla calligrafia giapponese e cinese, traendo ispirazione per la celebre serie Cold Mountain dedicata al poeta e calligrafo Han Shan della dinastia Tang.

I disegni e l’opera grafica di Marden rappresentano un aspetto autonomo, determinante ed imprescindibile della sua produzione artistica.

Grandi retrospettive personali sono state dedicate a Brice Marden dai maggiori musei americani ed europei  quali il Salomon Guggenheim di New York (1975), lo Stedelijk Museum di Amsterdam (1981), la Tate Gallery di Londra (1992) e ancora il Reina Sofìa di Madrid (1993), il Carnegie Museum of Art di Pittsburgh, il Dallas Museum of Art, la Serpentine Gallery di Londra (2000).

Memorabile la sua partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1997.

 

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