Sguardi  e  immagini

Fotografia a Torino 1980-2000 

 

Roma, Palazzo Fontana di Trevi - Via Poli, 54

25 maggio – 15 luglio 2001

 

 

La mostra che si inaugurerà nelle nuove sale espositive dell’Istituto Nazionale per la Grafica  (Complesso Fontana di Trevi, Palazzo Poli) prende le mosse dall’ultimo libro di Marina Miraglia, Il ‘900 in fotografia e il caso torinese, pubblicato da Hopefulmonster (Torino, 2001) per conto della Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris, di Torino, per la quale la stessa autrice aveva già curato il volume Culture fotografiche e società a Torino 1839-1911 (Torino, Allemandi, 1990).

L’esposizione è però dedicata esclusivamente alle tendenze fotografiche torinesi dell’ultimo ventennio del secolo, concentrandosi in particolare sulle ricerche di alcuni tra i maggiori esponenti della fotografia del capoluogo piemontese e su quelle di alcuni artisti, attivi nella stessa città, che hanno scelto il linguaggio fotografico come strumento di analisi e veicolo privilegiato della propria espressività.

 

“Lo spazio e l’uomo, due ricerche contigue dell’ultimo ventennio del secolo” (è il titolo dell’ultimo capitolo del libro della Miraglia), sono gli elementi guida e i temi ricorrenti nelle opere scelte per la mostra. Queste, oltre ad essere rappresentative dei migliori lavori prodotti dagli autori in questo arco di tempo, sono emblematicamente proposte al pubblico come punto d’osservazione e come coordinate di orientamento per la comprensione del più vasto e complesso panorama della fotografia contemporanea.

Nel rivolgere sempre, se pur con modalità diverse, la propria attenzione agli interessi umani, che costituiscono il nodo centrale dell’arte e della comunicazione postmoderna, gli autori presentati (Paolo Mussat Sartor, Paola Agosti, Giorgia Fiorio, Bruna Biamino, Roberto Goffi, Giorgio Jano, Maura Banfo, Giulia Caira, Silvia Reichenbach, Monica Carocci,  Mauro Raffini, Marco Saroldi, Alessandro Albert e Paolo Verzone, Turi Rapisarda, Angelo Candiano, Maurizio Briatta, Enzo Obiso, Piergiorgio Sclarandis, Mario Monge, Patrizia Mussa, Vittore Fossati, Luigi Gariglio, Giuseppe Piredda, Claudio Cravero, Claudio Isgrò e Gerardo Regnani) mostrano infatti di vivere pienamente la contemporaneità,  testimoniando inoltre, con i propri vari e differenti approcci, l’estrema vitalità della ricerca torinese che, nella ricchezza e nella poliedricità delle problematiche e dei temi affrontati, è in grado di offrire contributi autonomi al dibattito contemporaneo dell’espressione.

Come afferma infatti Marina Miraglia “gli anni Ottanta e Novanta del Novecento sono stati caratterizzati da un’attenzione unitaria, rivolta non solo a tutto ciò che riguarda l’uomo, la sua storia e quindi le tracce culturali che egli ha lasciato, attraverso il tempo, nelle forme sempre diverse dell’architettura, ma anche e contemporaneamente interessata ad indagare le modalità dello sguardo con cui egli cerca di autodefinirsi, nel tentativo di un’attribuzione di senso al proprio rapporto con le cose del mondo e al significato che l’esperienza personale e la sua epifania autoriale possono oggi assumere come ‘exemplum’, e insieme testimonianza, nell’ambito generale dell’espressione e della comunicazione visuale. Per necessità di sintesi storiografica, si può dire che questi due aspetti contigui, ma distinti – entrambi ancora attivi nell’ambito della ricerca contemporanea – si siano distribuiti equamente lo spazio cronologico indicato, con un’accentuazione più insistita e dominante per l’indagine del territorio negli anni Ottanta ed un ritorno alla centralità della figura umana, secondo linee di tendenza che hanno iniziato a definirsi a Torino specie a partire dalla metà circa del decennio successivo, con un processo ancora in fieri.”

“La ricerca torinese dell’ultimo ventennio si offre essenzialmente come esercizio estetico […]; il fotografo di fronte allo spettacolo delle cose, sfruttando la vista e l’atto del guardare, selezionando determinati elementi oggettuali, esaminandoli, sottoponendoli alla propria attenzione e disponendoli in ben determinate relazioni – perfettamente autonome rispetto al reale – coagula ed esprime il proprio sguardo in immagine, ossia in un’attribuzione di senso e di struttura logica a tutta quella serie di sensazioni empiriche che egli ha istintivamente vissuto a livello personale. I vari fotografi, nel vuoto di valori della contemporaneità, ognuno per proprio conto, tentano di dare le proprie risposte all’incognita di sempre, chi siamo, donde veniamo, dove andiamo. Un problema che alberga con la stessa urgenza in ognuno di noi e che determina, con le risposte via via fornite come ipotesi di percorribilità dagli autori, l’interesse della loro ricerca umana e il nostro inevitabile coinvolgimento, anche emotivo, di partecipazione”.

 

Con la mostra, a cura di Serenita Papaldo e Maria Francesca Bonetti, l’Istituto Nazionale per la Grafica intende rilanciare e riaffermare – in linea con quelli che fin dalla sua fondazione (nel 1975) sono stati da sempre gli impegni istituzionali e i programmi espositivi – il proprio ruolo di referente nazionale anche nell’ambito delle attività di salvaguardia e di valorizzazione del patrimonio fotografico, oltre che di promozione  di questo specifico settore della cultura visiva contemporanea, soprattutto italiana. Contestualmente, la presentazione del volume di Marina Miraglia vuole in particolare renderle omaggio per il lungo e pregevole impegno profuso come storico e come conservatore nello specifico settore museale della Fotografia, da lei stessa avviato in Istituto nel 1976 e diretto per più di un ventennio, fino al mese di giugno del 1999.

Il volume, grazie al contributo della Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris, sarà presentato da Pier Giovanni Castagnoli (direttore della Galleria d’Arte Moderna di Torino),  Charles-Henri Favrod (già direttore del Musée de l’Elysée-Un musée pour la photographie di Losanna), Roberta Valtorta (docente all’Università degli Studi di Udine e presso il BAUER di Milano) e Peter Weiermair (direttore della Galleria d’Arte Moderna di Bologna).

La mostra, che sarà inoltre accompagnata da una breve guida alle opere esposte (Hopefulmonster editore), è organizzata e promossa dall’Associazione Civita.