MATRICI INCISE DAL '500 AL '900

DELL'ISTITUTO NAZIONALE PER LA GRAFICA

DA STRUMENTO DI PRODUZIONE A BENE STORICO ARTISTICO

Palazzo della Fontana di Trevi Piazza Poli, 54 Roma
26 maggio - 27 giugno 2004

Nel giugno 2003 si sono conclusi i lavori finalizzati a dotare l'Istituto Nazionale per la Grafica di un'adeguata Calcoteca e a dare sistemazione museografica alle oltre 23000 matrici incise delle sue raccolte: lavori complessi, protrattisi per circa venticinque anni, che hanno richiesto sinergie di molteplici e diverse professionalità per la strutturazione degli spazi, l'elaborazione e attuazione del progetto espositivo, l'analisi, classificazione, inventariazione e restauro di gran parte delle lastre.
Per informare su quanto è stato fatto e avviare un confronto dialettico con gli "addetti ai lavori" ma anche con diverse categorie di possibili fruitori, s'è organizzato nell'ambito della Settimana della Cultura un piccolo "evento" incentrato sulla lenta trasformazione della Calcoteca dell'Istituto da deposito a museo.
Di tale evento la mostra Matrici incise dal '500 al '900 dell'Istituto Nazionale per la Grafica, progettata da Anna Grelle Iusco e Giuseppe Trassari Filippetto con intenti dichiaratamente didattici, fra le rarissime dedicate alle lastre incise, costituisce il momento centrale ma anche indubbiamente il più accattivante. Essa infatti offre un'immagine della raccolta di matrici di necessità circoscritta ma mediata da opere selezionate sulla base dell'eccezionale interesse storico artistico - e così di Marcantonio Raimondi, Ghisi , Annibale e Agostino Carracci, Falda, Specchi, Vasi Piranesi, Volpato, Rossini, fino a Carrà, Morandi e agli artisti delle tendenze più innovative - o delle discussioni ancora aperte sulla loro paternità, tipologia, cronologia, o delle particolari vicissitudini editoriali.

L'esposizione si articola in cinque piccole sezioni:
· 1738: il Fondo De Rossi;
· produzione, acquisizioni e recuperi dal 1738 al 2000;
· nuovi procedimenti per la moltiplicazione delle immagini;
· utilizzazione intensiva delle lastre;
· nuove metodologie per l'analisi e la conservazione delle matrici.

Il criterio espositivo implica una chiave di lettura complementare a quella implicita nel volume a cura di Anna Grelle Iusco, La Calcoteca dell'Istituto Nazionale per la Grafica, con un excursus sulla raccolta di matrici incise (Artemide, Roma 2004) presentato ad introduzione della mostra. Nel volume essa è costituita dalla sequenza cronologica degli eventi verificatisi all'interno della Calcografia e in particolare dal progressivo accrescersi della raccolta per gli arrivi di nuove opere; qui, in mostra, è invece incentrata nella sequenza cronologica delle opere, indipendentemente dall'epoca d'acquisizione e dal fondo di appartenenza, pure indicati nelle singole didascalie.
Le prime due sezioni consentono pertanto non soltanto di visualizzare taluni momenti fondamentali della formazione della raccolta, ad iniziare dal fondo De Rossi - il più antico e il più cospicuo, malgrado le decimazioni subite - ma anche di operare diretti confronti di ambiti culturali, stile, modalità del linguaggio grafico. La terza sezione propone un rapido accenno ai riflessi dell'ingresso nel mercato calcografico, dalla metà dell'Ottocento, della tecnica della duplicazione galvanica e, più tardi, sul finire del secolo, dell'affermarsi di quella della fotoincisione. La quarta tende a focalizzare l'attenzione su quanto può recuperarsi, a livello d'informazioni ma anche di immagini, dal rovescio delle lastre incise e propone esempi emblematici delle distruzioni e alterazioni di matrici, anche di artisti ben noti quali Giovanni Volpato, determinate dal riconoscimento in esse di un solo valore, quello di strumenti di produzione di stampe. La quinta introduce ai nuovi metodi di analisi delle matrici e di prevenzione dalla loro usura resi possibili dalla moderna tecnologia.

 

Il catalogo è pubblicato da Artemide Edizioni.



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