Per il progetto Etegami "Alla ricerca dell'Italia" sono arrivate le cartoline "Etegami" piene di originalità che i bambini hanno disegnato o dipinto con molto impegno sulla base di ricerche da loro stessi effettuate. Fra le venticinquemila cartoline pervenute non ce ne sono due uguali. Questo dimostra che tutti i bambini che hanno pensato all'Italia avevano ognuno un'idea differente di questo paese. Grazie per aver partecipato.
Ma che cosa sono in realtà queste cartoline "Etegami" ?
Sapendone un po' di più questo catalogo diventerà più interessante e forse finirà con l'appassionarvi.

I sette punti essenziali delle cartoline "Etegami"

 

 

1.

Non bisogna essere bravi, anzi non essere bravi è meglio.
Le Etegami sono cartoline che contengono un disegno.
Il motto delle Etegami è "anche non essere bravi va bene, anzi, non essere bravi è meglio".
E' sufficiente che il disegno sia fatto con impegno e con sentimento, non è necessario essere bravissimi. Questo perche' al mondo non c'è che una sola Etegami che racchiuda i sentimenti della persona che l'ha fatta.
Inoltre in una Etegami scritta a modo proprio e con impegno si sente la personalità dell' individuo. La cosa importante è il modo di sentire la propria cartolina, considerando il fatto che quell'opera originale e' unica in tutto il mondo, e quindi di per se stessa ha un valore piu' importante della bravura.

 

2.

Non fare la brutta copia
Nelle Etegami non c'è il concetto di "ho sbagliato!". Quindi ogni prova e' definitiva. Quando facciamo la brutta copia ci viene in mente l'idea che dobbiamo poi fare qualcosa di meglio e che alla fine deve venir fuori un lavoro splendido e percio' ci preoccupiamo di fare una bella figura.
Una bella apparenza finisce per avere la priorità su un'opera che esprima noi stessi. Visto che dopo tutto si tratta solo di una "cartolina", possiamo accontentarci che rappresenti la spontanea ispirazione di chi la disegna. La Etegami improvvisata e senza brutta copia deve diventare un veicolo di trasmissione dello stato d'animo del momento in cui è stata scritta e delle cose che si volevano esprimere in quell'attimo.

 

3.

Disegnare dopo aver osservato bene e disegnare in grande.
Le Etegami non devono seguire un modello prestabilito. Al contrario, devono rispettare il principio di "fissare strenuamente l'originale senza mai distogliere lo sguardo", cioè disegnare dopo aver osservato attentamente l'originale. Se guardiamo attentamente la frutta, la verdura, i fiori e tutte le altre cose che sono intorno a noi, ci accorgiamo di particolari che fino ad oggi non avevamo notato.
Sulle cartoline "Etegami" suggeriamo di "disegnare in grande" aumentando le dimensioni degli oggetti anche due o tre volte e, a furia di guardare con attenzione, quasi senza accorgersene, lo spirito di osservazione si andrà affinando. Anche se sulla cartolina non ci sta tutto il disegno, non è un problema. La persona che guarda immaginerà a modo suo la parte che non è disegnata.

 

4.

Raffigurare una cosa sola
Alle persone che per la prima volta cominciano a disegnare una Etegami, consigliamo di scegliere una cosa sola come soggetto del loro lavoro. Prendiamo un solo soggetto per poter continuare a fissarlo senza distogliere lo sguardo.

 

5.

Tracciare le linee con cura e lentamente
Quando tracciamo le linee di contorno in fretta, finiamo per dimenticare di osservare con attenzione l' oggetto. Se disegniamo lentamente possiamo farlo con maggiore concentrazione. Inoltre più si procede lentamente più facilmente si manifesta il sentimento.
Lo scopo di tracciare una linea lentamente è "disegnare concentrando tutte le nostre energie nel pensare alla persona per la quale stiamo facendo questa cosa". Infatti un tratto espressivo è qualcosa che appare solo quando tracciamo un segno con tutte le nostre energie.
Quindi l'importante è disegnare concentrandosi per esprimere quello che sentiamo.

 

6.

Spedire sempre quello che si è fatto
Spediamo sempre le Etegami che abbiamo fatto! Il senso di una cartolina non è: quando sono diventato bravo, la spedisco, visto che non è venuta come volevo non la spedisco!.
L'idea di fare uno sbaglio non appartiene allo spirito delle Etegami. Quand'anche uno pensa di aver fatto male una Etegami, visto che la ha fatta secondo la propria personalità, la Etegami rimane l' espressione di quello che uno ha voluto dire in quel momento. E questo produce un fascino particolare.
Le Etegami distribuiscono felicità. Visto che sia le persone che le fanno sia quelle che le ricevono si divertono si rallegrano; spediamole sempre!
Tracciare le linee con cura e lentamente

 

7.

Scrivere le parole con il cuore
Per quanto riguarda poi le parole che corredano il disegno, è importante che siano poche, e che siano scritte con naturalezza così come sono state sentite nel proprio animo. Non bisogna preoccuparsi se non sempre queste parole hanno relazione con le cose raffigurate.
Il bello delle Etegami è che non importa essere schiavi della rigida forma epistolare. Non sono necessarie le forme iniziali di saluto che si trovano di solito nelle lettere. Scriviamo con una calligrafia chiara pensando a chi leggerà.

 

Che ne pensate? Avete capito come i bambini hanno fatto queste Etegami concentrandosi e fissando le cose che volevano rappresentare? Avete capito il senso delle parole che, come se si rivolgessero a qualcuno, ballano vivacemente e con naturalezza sulle cartoline?
Se attraverso questo progetto l'Italia è diventata un paese più vicino a noi, e se abbiamo avuto un ruolo nella crescita dei buoni sentimenti e nell'educazione al senso di internazionalità dei bambini, potremo considerarci molto soddisfatti.

 

 

Kunio Koike
Presidente
Associazione Giapponese Etegami

 

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