Francesco Agosti
(Ivrea, 1883 - Torino, 1971)

1883    

Francesco Agosti nasce il 9 aprile ad Ivrea da Giuseppe, originario di Cannobio sul Lago Maggiore, e da Teresa Garda, figlia di un albergatore di Verrès. In questa località della Val d'Aosta trascorre gran parte dell'infanzia, frequentando invece le scuole elementari ad Ivrea.  
1894-1908    
Si sposta a Torino per frequentare il ginnasio ed il liceo presso il Collegio Umberto I. Si iscrive quindi alla Facoltà di Medicina e si laurea nel 1908. Attratto però dal mondo dell'arte, durante gli anni universitari frequenta lo studio del pittore Felice Carena e stringe rapporti di profonda amicizia con il conte Alberto Cibrario, medico e pittore. La produzione di entrambi, come la cultura artistica dell'epoca, influenzeranno le sue immagini. Nasce in questi anni anche il suo interesse per la fotografia e risale molto probabilmente al 1901 l'inizio della sua attività fotografica.  
1909-1914    
Comincia la carriera professionale a Parma come assistente alla cattedra di Psichiatria del professor Roncoroni. Nel 1911 lascia l'attività universitaria per quella manicomiale: si trasferisce prima presso l'ospedale psichiatrico di Reggio Emilia, quindi a Brescia.  
1914-1919    
Dal 1914 è impegnato presso il manicomio di Torino. Chiamato al servizio di leva, viene dapprima riformato per motivi di salute, quindi - nel corso di un secondo appello dovuto all'inizio della guerra - è arruolato come capitano medico, e in seguito come maggiore, fino alla metà del 1919.  
Nel mese di maggio 1918 sposa Viviana Baronio.   
Il mondo degli affetti familiari e la registrazione di alcuni particolari momenti della vita privata costituiscono l'oggetto principale delle immagini realizzate durante questa prima fase di attività, nella quale prevale l'interesse per il ritratto, o comunque per la composizione con singole figure o piccoli gruppi studiati all'aperto.  
1919-1924    
Dal 1919 lavora presso l'ospedale psichiatrico di Torino e presso la sua sede di Collegno, nella quale ha a disposizione un appartamento di servizio in cui riesce a crearsi una piccola camera oscura e a dedicarsi, nei tempi liberi e di notte, durante le guardie, all'attività fotografica.  
E' in questi anni - dopo una lunga e paziente fase di sperimentazione durante la quale Agosti mette a punto soprattutto le tecniche di ripresa - che egli completa la propria preparazione tecnica, perfezionandosi man mano anche nelle operazioni di stampa (intorno al 1923 si costruisce anche un ingranditore) e piegando sempre di più il mezzo alle proprie esigenze di stile.  
Nonostante risalgano già agli anni della guerra le prime prove che testimoniano la ricerca del fotografo nel genere del paesaggio, è soprattutto in questo periodo che matura l'interesse per la veduta, ed in particolare per il paesaggio alpino che, come per la maggior parte degli escursionisti piemontesi, costituisce anche per lui uno dei principali soggetti di approfondimento del proprio linguaggio fotografico.  
Membro del Gruppo Piemontese per la fotografia artistica (fondato a Torino nel 1922), nel mese di giugno 1924 viene per la prima volta pubblicata una sua fotografia (Dopo il temporale) nella rivista "Il Corriere Fotografico". Da questo momento in poi parteciperà ai numerosi concorsi organizzati, con scadenza trimestrale o annuale, dalla rivista torinese, ricevendo in molte occasioni premi o certificati di merito. Nel decennio 1924-1933, nel corso di una brillante seppur breve carriera come dilettante, Agosti si dedicherà ai più svariati generi fotografici (oltre al ritratto e al paesaggio, anche la scena di genere, il reportage, la veduta urbana, lo studio della natura e la natura morta) e molte sue immagini saranno pubblicate sulle pagine della stessa rivista così come su quelle del relativo annuario "Luci ed Ombre".  
1925    
Partecipa al V Salon Internazionale di Fotografia di Madrid e all'Esposizione Internazionale di Fotografia di Bandoeng, nell'Isola di Giava.  
La fotografia Mattino nel Golfo di Napoli, premiata in uno dei concorsi del "Corriere Fotografico", è pubblicata in "Luci ed Ombre" (tav. XV).  

1926


Nei mesi dicembre 1925-gennaio 1926, espone al I Salon Italiano d'Arte Fotografica Internazionale, organizzato a Torino.


E' membro consigliere della Società Fotografica Subalpina e partecipa alla mostra annuale della Società. Partecipa inoltre al XXI Salon Internazionale d'Arte Fotografica di Parigi e al I Salon Internazionale di Fotografia di Stoccolma; sue fotografie sono ammesse al Salon della Royal Society di Londra. E' segnalato in tutti i concorsi del "Corriere Fotografico" e riceve il II premio sia al concorso indetto dall'"Illustrazione del Popolo" (Torino), sia al Concorso fotografico del mare, organizzato dalla Unione Tipografico-Editrice Torinese.

Alcune sue immagini appaiono sull'"Illustrazione Italiana" e la fotografia Fiori di sambuco è pubblicata in "Luci ed Ombre"(tav. XLIV).

1927    
E' ancora consigliere della Società Fotografica Subalpina e viene eletto membro del Consiglio direttivo del Gruppo Piemontese per la fotografia artistica.  
Partecipa alla Mostra Fotografica Internazionale organizzata nell'ambito della III Esposizione Internazionale d'Arti Decorative di Monza e alla II Mostra del Fotogruppo alpino della sezione di Torino del Club Alpino Italiano.  
Pubblica diverse immagini nel volume Venezia Tridentina, curato da Germano Poli per l'Unione Tipografico-Editrice Torinese.  
"Luci ed Ombre" pubblica la fotografia Fiori e frutti (tav. XIV), la prima natura morta che appaia sulle pagine dell'annuario ed uno dei primi studi (1924-25) dell'autore nell'ambito di questo particolare genere fotografico, al quale soprattutto saranno affidati l'originalità ed il successo critico della sua opera.  
1928    






Partecipa alla I Esposizione del Gruppo Piemontese per la fotografia artistica, al II Salon Italiano d'Arte Fotografica Internazionale (Torino), al II Salon Internazionale di Bruxelles, al XXIII Salon Internazionale di Parigi, al II Salon di Stoccolma, al I Salon Internazionale di Praga e, in America, alla IV Mostra Internazionale di fotografia pittorica di Seattle.

Riceve alcuni premi al concorso Le belle fotografie di Torino, indetto dal Comitato per le celebrazioni del IV Centenario di Emanuele Filiberto e del X Anniversario della Vittoria. Merita uno dei premi al concorso Piano della Mussa e vede un'altra sua fotografia, Ceramiche, riprodotta in "Luci ed Ombre" (tav. X).

1929    
Intraprende un viaggio in Svizzera e nei Paesi Bassi per studiare i metodi terapeutici e l'organizzazione degli ospedali psichiatrici più aggiornati in Europa.  



1930

Partecipa all'Esposizione Internazionale di Fotografia di Göteborg (in Svezia) e riceve diversi premi dal "Corriere Fotografico".

"Luci ed Ombre" pubblica l'immagine Una fontana al santuario di Loreto (tav. XLVIII).


E' nominato direttore della nuova sede dell'ospedale psichiatrico di Grugliasco: l'incarico lo assorbe totalmente e lo porta a dedicarsi sempre meno alla fotografia.

Negli ultimi anni di attività fotografica Agosti affida così i risultati più alti delle sue ricerche formali e compositive ad alcuni rari ma notevoli studi che sembrano riallacciarsi, nella loro rigorosa essenzialità e nell'intensa carica espressiva, alle poetiche del realismo magico e della nuova oggettività. E' infatti proprio attraverso queste che il fotografo, anche tecnicamente sempre più impegnato sul fronte di una ricerca fotografica pura, può affrontare ed esprimere, ormai con piena e consapevole maturità linguistica, la propria visione e rappresentazione della forma, della luce e dello spazio.  
Partecipa alla VI Mostra Internazionale di fotografia pittorica di Seattle e all'Esposizione Internazionale di Stoccolma. Nei mesi dicembre 1930-gennaio 1931 espone al III Salon Italiano d'Arte Fotografica Internazionale (Torino).  
La fotografia Pausa figura in "Luci ed Ombre"(tav. LI).  
1931    



1933

Partecipa al I Salon Fotografico Internazionale dell'Uruguay e al V Salon Fotografico Internazionale del Giappone (Tokyo e Osaka).

In "Luci ed Ombre" viene pubblicata la fotografia Pescatore (tav. VI).

L'annuario "Luci ed Ombre" apre la serie delle tavole con la fotografia Roma-Foro Mussolini (tav.I), che sarà ricordata anche in una recensione apparsa sulla "Revue Française de Photographie et de Cinématographie" (giugno 1934).

Ormai Agosti non partecipa più a manifestazioni espositive, e forse non soltanto per le maggiori responsabilità assunte nel proprio ambito professionale, quanto anche per una profonda e consapevole dissociazione critica dal nuovo orientamento culturale, sempre più improntato all'ideologia e alla retorica del regime fascista.  
Le fotografie riprese durante il viaggio con la moglie in Ungheria (Budapest, il Lago Balaton, la Putza, etc.) sono forse le ultime da lui realizzate.  
1934-1971    
Trascorsa la seconda guerra mondiale, dopo una serie di alterne vicende, dal 1953 Agosti torna a Torino per concludere (nel 1957) l'attività lavorativa come direttore generale dell'ospedale psichiatrico che, nel frattempo, con le sue cinque sedi manicomiali (Torino, Collegno, Savonera, Grugliasco e Regina Margherita), è diventato il più grande complesso psichiatrico italiano.  
Agosti - che come fotografo amatore ha lasciato un corpus di circa 1500 stampe (sono andati perduti invece tutti i negativi) - trascorre serenamente con la moglie Viviana il resto della sua vita, fino alla morte avvenuta a Torino nel 1971.  
1996-1997    
L'erede Paola Agosti offre in dono all'Istituto Nazionale per la Grafica centosei stampe originali del fotografo, acquisite alle Collezioni fotografiche (inv. 5901-6006) per Decreto Ministeriale del 6 novembre 1997.