FRANCESCO AGOSTI
(1883-1971)
Lo sguardo discreto di un fotografo piemontese del primo Novecento
Roma, Calcografia 28 maggio - 4 luglio 1998


La mostra - che ha già avuto la sua prima edizione presso la Fondazione Italiana per la Fotografia (Torino) - porta a conoscenza del pubblico l'intenso lavoro di restauro, di studio, di analisi e di catalogazione del fondo fotografico di Francesco Agosti (1883-1971) condotto dall'Istituto Nazionale per la Grafica in collaborazione con Charles-Henri Favrod, già direttore del Musée de l'Elysée (Losanna) ed illustre storico, e con Paola Agosti, pronipote dell'illustre fotografo piemontese ed essa stessa fotografa.

L'occasione di questo appassionato studio è stata determinata dalla generosità di Paola Agosti che, nel 1996, ha offerto in dono all'Istituto un ragguardevole e significativo nucleo delle fotografie del proprio avo, nonché dal conseguente impegno dell'Istituto alla valorizzazione di questa importante acquisizione delle proprie Collezioni fotografiche.

Formatosi nel clima art nouveau della Torino debut de siècle, Francesco Agosti è stato personaggio quanto mai emblematico e rappresentativo del difficile passaggio da una concezione ancora romantica e "pittorica" del fare fotografia ad una visione e ad un uso del mezzo decisamente proiettati in direzione moderna e contemporanea, secondo un gusto internazionale cui Torino si avviò anche grazie agli stimoli offerti - negli anni Venti e Trenta - da riviste come "Il Corriere Fotografico", "Luci ed Ombre" e "Galleria".

Testimoni di questa tensione sono da una parte la tendenza di Agosti ad elidere definitivamente dall'immagine ogni accumulo aneddotico e descrittivo, dall'altra un'esplicita quanto programmatica intenzionalità volta alla semplificazione, alla sintesi e all'unità compositiva.

Il carisma della fotografia italiana, anche in virtù della produzione fotografica di Agosti, dagli anni Venti in poi, non consisterà più nella bellezza intrinseca ed ideale del soggetto fotografato, ma nella formalizzazione trasfiguratrice dell'immagine e nella sua capacità di rendere interessante qualsiasi soggetto, tanto da porgerlo, anche quando banale ed apparentemente insignificante, all'attenzione del riguardante come rivelazione inattesa e folgorante.

L'avvio alla modernità, pur se mediato da una pacata discrezionalità linguistica e figurale, si presenta sempre, nelle immagini di Agosti, in maniera forte ed inconfondibile, essenzialmente come espressione della necessità di un aggiornamento culturale ormai non più procrastinabile e lontano comunque da qualsiasi veleno polemico.

Il volume che accompagna la mostra edito dall'Editore PelitiAssociati con l'abituale raffinatezza di sempre, si avvale degli scritti di Paola Agosti, di Charles-Henri Favrod, di Marina Miraglia e di Maria Francesca Bonetti.

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Tutti i giorni, domenica compresa

9.00 - 13.00

Martedì e Giovedì

9.00 - 19.00

Catalogo in mostra.